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Formazione

Ciascun attivista di Amnesty International segue una formazione continua che fornisce le conoscenze e gli strumenti necessari per promuovere le campagne, gli appelli e le posizioni di Amnesty sui casi di violazione dei diritti umani in Italia e nel mondo.

Una prima formazione, rivolta ai nuovi attivisti e alle nuove attiviste, ha lo scopo di spiegare la struttura e le modalità di funzionamento interne ed esterne del Movimento.

Temi come la lotta contro la tortura, contro la pena di morte, storie di singoli individui a rischio, appelli e campagne vengono approfonditi durante gli incontri appositamente organizzati, dal vivo oppure online, con esperti della materia e funzionari della sezione italiana di Amnesty.

La pandemia di Covid19 non ha fermato le attività formative, che si sono svolte prevalentemente online attraverso webinar, seguiti sia dagli attivisti e attiviste che da persone esterne ad Amnesty. Si ricorda la formazione sull’Afghanistan organizzata all’indomani della presa di potere dei Talebani nell’agosto 2021, quella sulla guerra in Ucraina, sulle Olimpiadi invernali del 2022 in Cina.

Le formazioni e i momenti di incontro, specialmente quando svolte in presenza, rappresentano un momento formativo importante e un’occasione che accresce il senso di appartenenza, la grande ricchezza del nostro Movimento.

Per ogni attivista, incontrare le persone vittime di violazioni e salvate grazie all’azione di Amnesty, rappresenta un momento di grande emozione e formazione.
Parliamo di tutte quelle persone che grazie alla mobilitazione internazionale del Movimento sono state liberate e hanno visto cambiare definitivamente in meglio la loro situazione di prigionieri o perseguitati politici.

La storia di successo più recente è sicuramente quella di Patrick Zaki, il giovane egiziano studente presso l’Università di Bologna, arrestato in Egitto nel febbraio del 2020 e tenuto in carcere per quasi due anni e mezzo con accuse pretestuose di terrorismo. Sin dal primo momento, Amnesty ha mostrato interesse verso la condizione di Patrick e si è attivata, insieme ad altre associazioni, per mantenere alta l’attenzione sia del Governo italiano che dell’opinione pubblica.

Poco dopo la liberazione, avvenuta nel luglio del 2023 dopo la concessione della grazia dal Presidente al-Sisi, Patrick ha incontrato e ringraziato le attiviste e gli attivisti riuniti a Bologna e a Roma.

ABBRACCIARE PATRICK È UN’EMOZIONE CHE NON DIMENTICHEREMO MAI!